Mentre ascolto un podcast di Radio 24, esattamente la voce narrante di Matteo Caccia, conduttore di un interessante programma dal titolo "Io sono qui", scoperto casualmente ieri sera, penso che sono mediamente serena.
Si parla di essenziale, ovvero della complicata ma non impossibile scelta di vivere eliminando il superfluo per ovvi motivi legati allo smodato sfruttamento del pianeta.
Il conduttore propone di fare una lista di spese inutili, diciamo pure non indispensabili.
Ho provato a pensarci un po' e forse contro tortura potrei privarmi di:
comprare riviste di moda;
fumare sigarette;
andare in palestra;
se vivessi in città, avere un auto;
qualche capo di abbigliamento;
poi basta.
Però, a ripensarci bene, non credo di essere pronta per l'essenziale, mi sa che lo lascio agli altri.
Io voglio il superfluo. Voglio poter leggere "Vogue" il Sabato pomeriggio mentre mi si asciuga lo smalto e voglio fumare la mia sigarettina la sera accanto al camino dopo un buon bicchiere di vino rosso.
Il conduttore propone di fare una lista di spese inutili, diciamo pure non indispensabili.
Ho provato a pensarci un po' e forse contro tortura potrei privarmi di:
comprare riviste di moda;
fumare sigarette;
andare in palestra;
se vivessi in città, avere un auto;
qualche capo di abbigliamento;
poi basta.
Però, a ripensarci bene, non credo di essere pronta per l'essenziale, mi sa che lo lascio agli altri.
Io voglio il superfluo. Voglio poter leggere "Vogue" il Sabato pomeriggio mentre mi si asciuga lo smalto e voglio fumare la mia sigarettina la sera accanto al camino dopo un buon bicchiere di vino rosso.