martedì 18 dicembre 2012

A chi c'è




Non mi interessa che cosa fai per guadagnarti da vivere,
voglio sapere che cosa ti fa soffrire e se osi sognare di incontrare il
desiderio nel tuo cuore.


Non mi interessa quanti anni hai,
voglio sapere se rischierai di sembrare ridicolo per amore,
per i tuoi sogni, per l'avventura di essere vivo.

Non mi interessa quali pianeti sono in quadratura con la tua luna,
voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dispiacere,
se sei stato aperto dai tradimenti della vita o ti sei inaridito e chiuso
per la paura di soffrire ancora.

Voglio sapere se puoi sopportare il dolore, mio o tuo,
senza muoverti per nasconderlo, sfumarlo o risolverlo.

Voglio sapere se puoi vivere con la gioia, mia o tua;
se puoi danzare con la natura e lasciare che l'estasi ti pervada
dalla testa ai piedi senza chiedere di essere attenti,
di essere realistici o di ricordare i limiti dell'essere umani.

Non mi interessa se la storia che racconti è vera,
voglio sapere se riusciresti a deludere qualcuno per mantenere fede a te
stesso;
se riesci a sopportare l'accusa di tradimento senza tradire la tua anima.

Voglio sapere se puoi essere fedele e quindi degno di fiducia.

Voglio sapere se riesci a vedere la bellezza anche quando non è sempre
bella; e se puoi ricavare vita dalla Sua presenza.

Voglio sapere se riesci a vivere con il fallimento, mio e tuo,
e comunque rimanere in riva a un lago e gridare alla luna piena
d'argento: "Sì!"

Non mi interessa sapere dove vivi o quanti soldi hai,
voglio sapere se riesci ad alzarti dopo una notte di dolore e di
disperazione,
sfinito e profondamente ferito e fare ugualmente quello che devi per i
tuoi figli.

Non mi interessa chi sei e come sei arrivato qui,
voglio sapere se rimani al centro del fuoco con me senza ritirarti.

Non mi interessa dove o che cosa o con chi hai studiato,
voglio sapere chi ti sostiene all'interno, quando tutto il resto ti
abbandona.

Voglio sapere se riesci a stare da solo con te stesso e se
apprezzi veramente la compagnia che ti sai tenere nei momenti di vuoto.


Oriah Mountain Dreamer

 

domenica 16 dicembre 2012

Sometimes








A volte le parole non bastano.
E allora servono i colori. E le forme. E le note.
E le emozioni.


Alessandro Baricco

martedì 11 dicembre 2012

Fall down





Cado sempre di faccia. Non ho mai imparato a parare il colpo con le mani. Se così non fosse, non avrei una cicatrice sulla fronte. Che, onestamente, ora, amo tantissimo.

Se avessi imparato da piccola a parare il colpo in tempo, non avrei mai conosciuto la paura.

Se avessi imparato a cadere, le mie ginocchia non mi farebbero male ogni volta che cambia il tempo.
La verità è che le cose più importanti, le impari nell’istante stesso in cui stramazzi al suolo.

Ma poi tra il dolore e lo spavento, ti rialzi strizzando gli occhi alla paura...

sorridendo!

lunedì 10 dicembre 2012

In modalità romantica





Ti ho guardato e per il momento
non esistono due occhi come i tuoi
così neri così soli
che se mi guardi ancora e non li muovi
diventan belli anche i miei
e si capisce da come ridi
che fai finta che non capisci, non vuoi guai
ma ti giuro che per quella bocca
che se ti guardo diventa rossa, morirei
Ma chissà se lo sai
ma chissà se lo sai
forse tu non lo sai
no, tu non lo sai
Così parliamo delle distanze
e del cielo e di dove andrà a dormire la luna
quando esce il sole
chissà com’era la terra prima che ci fosse l’amore
sotto quale stella tra 1000 anni
se ci sarà una stella
ci si potrà abbracciare
Poi la notte col suo silenzio regolare
quel silenzio che a volte sembra la morte
mi dà il coraggio di parlare
e di dirti tranquillamente
di dirtelo finalmente che ti amo
e che di amarti non smetterò mai
così adesso lo sai, così adesso lo sai…

domenica 9 dicembre 2012



E' faticoso frequentare i bambini.
Avete ragione.
Perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi farsi piccoli.
Ora avete torto.
Non è questo che più mi stanca.
E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all'altezza dei loro sentimenti.
Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli.
 Janusz Korczack



signed by my sweet S. and C.

sabato 8 dicembre 2012

Ho capito:



che scrivere alleggerisce la mente;
che si miete ciò che si semina;
che la bellezza è sinonimo di imperfezione e non di valore assoluto;
che assecondare i propri desideri è necessario per non ammalarsi;
che fare sport è un ottimo rimedio per lottare contro la forza di gravità;
che gli uomini sono gli esseri più elementari di questo mondo;
che l'ansia non è altro che energia repressa;
che quando un uomo viene a prenderti sotto casa e ti aspetta fuori dall'auto, probabilmente è un uomo innamorato;
che avere il coraggio di vivere nella verità è difficile, ma fondamentale per guardarsi negli occhi con fierezza; 
che la donna è intelligenza sottile, mezzi sguardi, un vedo non vedo;
che è importante ridere dei propri difetti per riuscire ad accettarli;
che non esiste l'isola felice ma la sua ricerca continua;
che alzarsi presto rende più produttivi;
che attraverso gli autoinganni si sopravvive crogiolandosi e consolandosi;
che l'amore non è solo struggimento ma soprattutto vitalità;



mercoledì 5 dicembre 2012

La scelta del profumo cambia con noi




Quando ero più giovane non davo molta importanza alla poesia che nasconde un profumo. Anzi non ci pensavo per niente. Mi bastava sentirmi fresca e pulita.

Poi si cresce, la femminilità prende forma, la vanità anche, così come ogni donna fiera di sentirmi tale, ho avuto la necessità di identificarmi in un profumo che fosse in grado di descrivermi pero' senza mai precedermi ne sostituirmi, semmai che avesse la capacità di seguirmi senza mai rivelarsi invadente.

L'ho trovato, e l'ho cambiato ben tre volte.




Per lunghi anni sono stata fedele alle note discrete, calde, dolci, fruttate e vagamente vanigliate di “Femme individuelle di Mont Blanc.
Poi ho sposato le note rock di “Juliette has a gun” di Romano Ricci ovvero una overdose di musk con finale di patchouli.




Ora invece sulla mia pelle l'interpretazione della eleganza tradotta in profumo ovvero “Bottega Veneta”. Una combinazione di bergamotto, gelsomino e muschio di quercia che evoca le terre nostrane a cui si mescolano visioni esotiche, determinando una donna fiera, concreta, ma anche romantica e voluttuosa esattamente in linea con quello che sento di essere ora.


E allora...buon profumo anche a te!

lunedì 3 dicembre 2012

Vorrei:



ricevere un massaggio al profumo di mandorle dolci;

ballare il tango;

mangiare tapas e bere una cerveza con le amiche, nel Barrio Gotico di Barcellona;

qualcuno che mi lavi i capelli:

fare un giro in bici nel Central Park di Manhattan;

avere tra le mani un succo di mele caldo e passeggiare sempre per le strade di Manhattan;

un bacio al sapore di cioccolato;

ricevere in regalo un paio di pigalle di Louboutin e non fiori;


andare a l'Avana e portarmi indietro la leggerezza e i sorrisi della gente;

scoprire l'infinito sul Salar de Uyuni in Bolivia;


indossare un abito lungo ed uscire felice da un teatro passeggiando per le strade di una qualunque città;

sconvolgere i miei sensi di fronte alle meravigliose Cascate di Iguazù;


andare a cena e ridere di gusto con i miei amici lontani, ma anche vicini;

fare una discesa su una pista rossa, ma anche nera;

farmi accarezzare i piedi;



fotografare una coppia di anziani che si tengono per mano;

giocare a tennis contro Roger Federer, anche solo un game;

provare a vivere in un posto diverso per scoprire cosa succede...;

cambiare lavoro;

diventare una cuoca o magari una cantante professionista...why not!;

essere seduta a due passi dal pianoforte di Tori Amos mentre canta "Smells like teen spirit";


sentirmi tra le pagine di "Donne che corrono coi lupi" facendo un bagno nuda in un ruscello;

cantare insieme a Damien Rice;

allattare un bambino per capire finalmente l'importanza del mio seno ma anche per sentirmi  semplicemente una "mamma";




domenica 2 dicembre 2012

L'amore è tutto qui

E' il titolo di una malinconica ma bellissima ballata d'amore di un artista che fino a qualche giorno fa ignoravo del tutto.
Si tratta di Piero Ciampi, poeta e cantautore degli anni '70, definito un personaggio in contrasto con qualsiasi schema, irregolare, marginale, inclassificabile.
Rimasto incompreso durante la sua carriera, è stato poi apprezzato come spesso accade per i grandi geni, solo dopo la sua morte. 
Io l'ho trovato avveniristico, alternativo, una eccezione assoluta. 

Vi rimetto una versione cantata da Nada, che trovo altrettanto struggente e meravigliosa.

Se sono sola come mai,
non ho una lira e tu lo sai,
perdonami;
sono uno strana donna che
può frequentare solo te,
abbracciami.
Non sono morta e tu lo sai,
se ti procuro tanti guai
perdonami.
Il dolce non lo mangi mai
ma qualche volta ti rifai,
abbracciami.
Tutte le cose che non hai
accanto a me le troverai
nel mondo dell'illusione.
Tu vai sicuro, vai così,
perché l'amore è tutto qui!




sabato 1 dicembre 2012

Dichiarazione d'amore





Aspettami davanti a quel portone,
e se verrai stasera ti chiamerò per nome.
Chissà che occhi avremo, chissà che occhi avrò,
ma se mi chiami amore, io ti risponderò!


  Pane e castagne

                                                                                                                                           Francesco De Gregori

venerdì 23 novembre 2012

A proposito di "viaggio" attraversando un libro...


Nutro una sorta di compulsività nell'acquistare libri, ne ho collezionati parecchi e di diversi generi, una parte li ho letti, e anche più volte, alcuni invece li ho lasciati a metà, mentre altri profumano ancora di copertina nuova ed aspettano solo di essere cerchiati, sottolineati, vissuti.
Qualche sera fa li ho passati tutti in rassegna e il mio sguardo si è fermato su un mattoncino bianco che porta il titolo "VIVA TUTTO", un libro scritto a quattro mani dal mio amato Lorenzo Jovanotti Cherubini e il filosofo Marco Bolelli.

Si tratta di un vero è proprio inno all'ottimismo e alla vita. Un libro carico di tante cose nato da uno scambio di mail tra i due autori durante la gestazione di un disco.
E' un libro che non sta dentro nessuno schema, nessun genere, perché i generi li abbraccia tutti, infatti non si leggono solo riflessioni sulla musica ma è un frullato di slanci vitali, affetti familiari, architettura, luoghi, differenza tra il maschile e il femminile, composizione e tanto senso della vita.


“I momenti alti, gli slanci, le situazioni dove ti senti pienamente te stesso, i progetti e le conquiste e le passioni, le feste dei sensi, gli incontri che illuminano e riscaldano, le tempeste chimiche che ti scatenano e i languori che ti sciolgono, le persone e le esperienze e i gesti che ogni giorno rallegrano e arricchiscono e vivificano, tutte queste cose non sono affatto once in a lifetime, quindici minuti di celebrità, per un giorno possiamo essere eroi, niente che assegni i nostri momenti alti a un tempo transitorio, a una condizione irripetibile. Queste cose dobbiamo considerarle priorità e unità di misura, tutte queste cose vanno messe al centro e alla guida della nostra esistenza.”





Se hai bisogno di aria fresca, vitamine, proteine, colori, questo libro è energia pura, vita distillata in parole.
Quindi buona lettura e VIVA TUTTO!

lunedì 19 novembre 2012

Non ci si può sentire nobili nell'avere un figlio se prima non si diventa figli e genitori di se stessi



Non esiste una parola per definire l'assenza di figli. Figli mai nati per scelta o per destino. Una parola che coagulasse tutte queste esperienze non si è mai trovata, forse perché da sempre considerate innaturali. Nella nostra società proiettata da secoli sulla discendenza piuttosto che sull'ascendenza, che calcola la propria nobiltà sui successi dei figli, la loro perdita può apparire più straziante di quella di un  genitore: forse sarebbe ora di inventare una parola per l'orfano di figli, e forse qualcuno lo farà.
Quando i figli non sono arrivati, nel desiderio irrealizzabile di averli, nella rinuncia dolorosa, si determina un vissuto ora di vuoto, ora di mancanza incolmabile.
Quali siano state le scelte prima o poi è il nostro destino genetico che ci pone delle domande: come lenire questo malessere? Come trovare figli alternativi e cioè adottivi e simbolici?
Le strategie compensative sono tante, ciascuno è libero di trovarle.
Vuoto e mancanza possono essere temperati occupandosi degli altri, dedicandosi ad esperienze creative, educando, scrivendo, imparando uno strumento musicale, viaggiando, piantando alberi, o più semplicemente, amando.
L'antidoto c'è, è il poter essere generativi in altre direzioni. Non per ipernarcisismo, ma perché la cura di noi stessi può diventare un arte di vivere.
La mancanza obbliga ad affrontare il tempo vuoto, l'attesa, condizioni oggi sospese dalla nostra vita.
La mancanza dopotutto smaschera inevitabilmente l'illusione narcisistica dell'autosufficienza e invita a condurre una vita consapevole, responsabile, pienamente umana, ma la mancanza prima o poi attraversa tutti, fa parte della condizione umana scoprirsi inappagati, incompiuti. Genitori o meno, ci imbatteremo tutti nell'ineluttabilità della fine.
Certo l'avere figli aiuta ad allontanare talvolta la verità sull'assurdità del vivere, ma di chi figli non ne ha avuto, non potrà che accettarla, e anche se un giorno dovesse compiersi il miracolo, ora non può che farne una occasione di meditazione sul senso della vita. Una maniera di vivere che non deve essere consolatoria, ma che può ripristinare virtù desuete come l'introspezione, l'accettazione dell'inevitabile, la bellezza del mistero. Ed è una esperienza conoscitiva un sapere nuovo, sconosciuto a chi di figli ne ha avuti senza essere prima diventato figlio e genitore di se stesso.
Genitori o meno, si tratta in ogni caso di chiedersi se la nostra esistenza è dedita all'incanto di non smettere mai di esplorare, di interrogare se stessi e la vita, o se preferiamo vivere dimenticando il compito umano di crescere, scoprire, cercare, finché la nostra mente sia abitata dal desiderio del bello, dalla passione di esistere.

giovedì 15 novembre 2012

La moda





Si invecchia veramente quando si rinuncia alla passione, si abdica ai sogni. Non è una questione anagrafica, ma di vitalità e voglia di rinnovarsi. Il tempo delle mele può finire, ma amare quel che già si fa, innamorarsi di qualcosa che non si è ancora fatto, entusiasmarsi per un progetto, lottare per un'idea...questo non dovrebbe finire mai. Se si rinuncia, si muore. Dentro. A qualunque età. Per questo mi piace in modo quasi ossessivo la moda. Perché è vitale, si rinnova e si mette in gioco continuamente. E ci regala sogni, ci stimola a ripensarci, a esplorare nuovi confini seppur frivoli ma giocosi e gioiosi.

mercoledì 14 novembre 2012

Riflessioni sulla mia sana nudità


L'amore sazia, riempe di tutto, consola.
Senza amore non c'è fame che può essere soddisfatta, ne col cibo, ne con altro, ne con l'illusione di stare sempre all'erta tenendo tutto sotto controllo.
L'assenza di amore rende tutto più breve, ridimensiona ogni colore.
A volte ho gli occhi taglienti e ridenti di chi conserva il desiderio incessante d'amore.
Mi manca la malattia d'amore. La musica in un bar...

Inno alla vanità e alla sensualità


Ho deciso di regalarmi un paio di décolleté blu china: le indosserò per te e godrò nel vederti indietreggiare mentre mi guardi camminare sinuosa e ondeggiante sui miei esuberanti tacchi alti.









lunedì 12 novembre 2012

Today








 


Oggi mi sono ricordata che l'unico motivo , o almeno il migliore, per cui Dio o chi per lui, ci ha dato la testa è per perderla. E ritrovarla. Solo per perderla di nuovo: una volta e un'altra ancora. Come fosse la prima. Come se noi quel film non l'avessimo mai visto. Come se noi la testa l'avessimo sempre avuta lì dove dovrebbe essere. Sul cuore.



sabato 10 novembre 2012

Mani





Mani che si intrecciano, mani che si sfiorano, mani che si stringono, mani che pregano, mani che cucinano, mani che suonano, mani che tirano una sberla, mani che graffiano, mani che sdegnano, mani che si tirano indietro, mani che presentano, mani che salutano, mani che danno il benvenuto, mani che segnano la svolta, mani che si nascondono.

Le mani possono fare qualsiasi cosa, possono esprimere qualsiasi cosa. Le mani sanno indicare l'odio, ma anche l'amore.



giovedì 8 novembre 2012

Una canzone


Credo che regalare una canzone sia uno dei gesti più significativi in assoluto, soprattutto quando lo si fa con l'inconsapevolezza di donare l'eredità di un grande amore.







La musica è una macchina per sopprimere il tempo - Claude Lévi-Strauss

Sull'amore che fu

Molti anni fa, un uomo dallo sguardo spigoloso e dagli intriganti occhi neri si avvicinò al mio orecchio e con voce roca mi sussurró:

"sei bella come un quadro di Gaugain". 

Avevo circa 20 anni, lui, più grande di me, apparteneva a quella categoria di seduttori, diciamo radical chic tra il dannato e l'intellettuale, quindi dal fare intelligente, affascinante ed ironico.

Ne fui spaventata, mi creava disagio, lo sentivo come una minaccia, un tornado che mi avrebbe travolta e sepolta, ma nonostante le mie ingestibili paure, qualche giorno dopo eravamo soli di fronte al mare.
Era inverno.
Lui: hai la pelle arida come questa scogliera.
Io: è vero, forse la mia pelle riflette l'immagine della mia malinconia. Anche se piove so di essere in uno stato di emergenza siccità, ma non ho nessuna intenzione di dissetarmi dalla tua fonte. E poi le tue mani sono lunghe abili e presuntuose, dicono tanto di te; sono scaltre quando le muovi e sembra che possano tessere reti in cui intrappolare chi vuoi ma non illuderti di irretire me.

Dal quel giorno non ci siamo più separati.
Fisicamente vicini per diversi anni, poi (come da copione) ognuno per la propria strada ma ancora idealmente presenti, entrambi, nella vita dell'altro. 

E' stata una altalena continua di emozioni, passione, frustrazioni e tantissimo dolore, ma 
si è trattato comunque di una manna arrivata dal cielo.

L'amore può durare mesi, anni o una vita intera, rinunciarvi è una follia, sempre!

mercoledì 7 novembre 2012

Mi auguro:




Mi auguro di fare e disfare valige, per viaggiare ancora e perdermi nelle strade di città sconosciute.

Mi auguro di avere tempo per migliorare l'inglese ma per imparare anche il francese. Per cantare bene. Per fare un corso di fotografia. Per vedere la Bohème. Per ascoltare un concerto di Madonna. Per farmi incantare ancora dalla luna nelle magiche notti d'estate.

Mi auguro di conservare il mio essere scanzonato che mi fa tanto Ameliè nel suo favoloso mondo che è anche un po' il mio.
Mi auguro di trovare sempre piacevole la musica a letto, la domenica mattina.
Mi auguro di avere idee meritevoli di fatica. Pensieri degni di stima.
Mi auguro di difendere sempre il mio sorriso.
Mi auguro di conservare la mia infinità vanità.
Mi auguro l'amore. Quello che brucia, illumina, irradia, consuma. Quello che si insegue, quello che si desidera, quello che si cerca, quello che si vuole. Quell'amore che rende tutto possibile.
Mi auguro di continuare a diffidare dei buoni propositi, di chi non ama il vento e di chi mangia con i gomiti stretti.  
Mi auguro di avere la voce ogni qualvolta mi servirà.
Mi auguro un giorno di poter ballare il valzer con lui.
Mi auguro di avere il coraggio per disprezzare la mediocrità, per cambiare il taglio dei capelli, per prendere un'altra strada un'altra volta, per non desiderare nulla che non appartenga già alla mia vita.
Mi auguro di non lasciarmi sopraffare dalle abitudini, dallo squallore dei perbenisti, dai facili silenzi, dalle mode, dal grigiore degli insoddisfatti.
Mi auguro che ci siamo delle mani a stringere le mie ogni volta che tremeranno, per la paura indotta dal dolore. O dalla gioia.
Mi auguro di conservare la bontà di mio padre, l'integrità di mia madre, il sorriso e la calma dei mie fratelli, e il buon gusto di mia sorella.
Mi auguro di stancare le gambe per il troppo correre fermamente convinta che è per questo che siamo nati.
Mi auguro che ci siano colpi di scena perché trovo noiose le commedie con il finale già scritto alla prima battuta.
Mi auguro di diventare una donna di cui essere sempre più fiera. Consapevole tanto dei propri mezzi quanto dei propri limiti. Fragile ma non debole. Semplice non per ideali ma per ambizioni.
Mi auguro che ci siano treni persi che a pensarci bene era meglio non salirci su. Voli pindarici senza aerei, un pizzico di zucchero e un soffio di cannella. Porte che sbattono e portoni che si aprono. Giardini che non ti aspetti. Sorprese che ti accarezzano l'anima. Lenti grandi e scure per la luce dell'alba. Slanci del cuore. Bagni di notte perché se c'è una cosa che non mi fa paura quella è il mare scuro. Orologi dimenticati perché il tempo, come la testa, va perso perché il suo valore possa essere davvero apprezzato.
Mi auguro di avere la fede necessaria per credere, in qualcosa o in qualcuno, ma credere.

Mi auguro di sentire la mia tanto ricercata serenità come riesco a sentirla oggi, come riesco a sentirla ora. Come uno spillo che ti perfora la pelle e che ti spezza il fiato in gola.

Non chiedo nient'altro alle mie numerose candeline quindi,
buon compleanno a me!

sabato 3 novembre 2012

Odio ed Amo.


Odio l'inciviltà, chi ancora lancia dalla propria auto bottiglie di plastica o altro, l'ingiustizia, chi mi fuma accanto, il ticchettio della sveglia , gli odori sgradevoli, sbucciarmi la frutta, il pigiama, stirare, il presenzialismo, asciugarmi i capelli, il volume del televisore alto, le canzoni dei Pooh, il mio maledettissimo mal di testa pre-ciclo, chi è convinto di essere un vincente solo perché è riuscito ad accumulare cose, i lamentosi cronici, chi cade sempre in se stesso e ripropone sempre la stessa scena, scrivere sms, la mancanza di ritmo, a volte la mia malinconia, uscire dalla doccia e non trovare l'accappatoio, le pantofole, chi spreca la propria vita nella rassegnazione, sporcare la mia t-shirt bianca con il blush rosa.






Però mi piace Vincent Cassel. La crostata alle fragole. Il latte di mandorle. E sogno sempre quell'incontro di mani...!


venerdì 2 novembre 2012

Le affinità d'anima








Accade
che le affinità d'anima non giungano
ai gesti e alle parole ma rimangano
effuse come un magnetismo. È raro
ma accade.
Può darsi
che sia vera soltanto la lontananza,
vero l'oblio, vera la foglia secca
più del fresco germoglio. Tanto e altro
può darsi o dirsi.
Comprendo
la tua caparbia volontà di essere sempre assente
perché solo così si manifesta
la tua magia. Innumeri le astuzie
che intendo.
Insisto
nel ricercarti nel fuscello
e mai nell'albero spiegato, mai nel pieno, sempre
nel vuoto: in quello che anche al trapano
resiste.
Era o non era
la volontà dei numi che presidiano
il tuo lontano focolare, strani
multiformi multanimi animali domestici;
fors'era così come mi pareva
o non era.
Ignoro
se la mia inesistenza appaga il tuo destino,
se la tua colma il mio che ne trabocca,
se l'innocenza è una colpa oppure
si coglie sulla soglia dei tuoi lari. 

Di me, di te tutto conosco, 
tutto ignoro.

venerdì 26 ottobre 2012

Una sola volta...

Incontrarsi e riconoscersi… una certezza che si ha solo una volta nella vita.
Ecco perché sono su questo pianeta, in questo tempo. Adesso lo so. Per molti più anni di quanti non ne abbia vissuti, ho continuato a precipitare dall’orlo di un luogo immenso e altissimo. E in tutti questi anni, precipitavo verso di te…

"...tutte le considerazioni filosofiche non bastano a impedirmi di desiderarti, ogni giorno, ogni momento, con la testa piena dello spietato gemito del tempo, del tempo che non potrò mai vivere con te. Ti amo, di un amore profondo e totale. E così sarà sempre. Non siamo più due esseri distinti, ma un tutt’uno legato a doppio filo per il resto della nostra vita. Non sono sicuro di averti dentro di me, né di essere dentro di te, e neppure di possederti… in ogni caso, non è al possesso che aspiro. Credo invece che siamo entrambi dentro un altro essere che abbiamo creato, e che si chiama noi’".




 

mercoledì 24 ottobre 2012

Lettura di un biglietto datato 1994


"Qui si racchiude il mio mondo: se non sei riuscita a scivolarmi dentro, spero tu possa farlo attraverso la mia musica".

Accendo una sigaretta, mi siedo per terra e premo, play. 
No...l'atmosfera non è quella giusta, mi rialzo e spengo le luci...no...manca ancora qualcosa...
giro la chiave e mi ritrovo nel suo surreale mondo, dentro il quale magicamente trovo: 

un giardino di corposi agrumi;
le foglie in autunno;
una ragazza che suona il violino in una piazza deserta;
una barca scrostata dalla salsedine in una giornata d'inverno;
una panchina di fronte al mare;
un gelato alla fragola.



venerdì 20 luglio 2012

La bellezza


 La Bellezza è come una luce che illumina il buio e ci porta verso i luoghi dove il cuore e la mente si sentono in pace, in armonia. Ci porta dove ci si sente parte di una creazione  più grande che ci sprona ad essere attivi, felici. La Bellezza è la realizzazione e il compimento dell’amore.     

domenica 15 luglio 2012

Questa sera...


in sottofondo, un sax molto sofisticato e sensuale, ovvero quello che si ascolta in"Morning glory" di Duke Ellington e la mia mente, inevitabilmente, vola...
Immagino due occhi che mi guidano, e due mani che mi stringono...magari quelle dell'affascinate e misterioso uomo a cui ho regalato del cioccolato durante un sogno fatto ieri notte.

Ho una vaga sensazione che inizi a maturare una celata voglia di sedurre e di innamorarmi.

Sono serena e nonostante mi concentri a riempire la mente di spazzatura, stasera proprio non trovo spazio. 
Sono incredula.

Oggi ho ballato scalza sentendomi come la protagonista del film di Bertolucci, ritrovandomi una testa più light di una vaschetta di philadelphia. 

Sono felice. Il sax continua a cullarmi...mentre mi auguro una notte altrettanto traboccante di dolci sogni, quindi, buonanotte a te, buonanotte a me!



"Bella è la vita quando ritrovo aderenza alla mia adorata me stessa".

sabato 7 luglio 2012

Kiss me...


I baci non sono anticipo d'altre tenerezze, sono il punto più alto 
(Erri De Luca)


sabato 30 giugno 2012

Un po' di refrigerio in una torrida sera d'estate


Sei quella dolce voce che se non udissi mi mancherebbe da morire;
sei la melodia che fa da sottofondo alla mia vita;
sei quel sorriso che mi rende leggera;
sei forza che mi sostiene;
sei terra, cielo e sole;
sei quel meraviglioso regalo che la vita mi ha fatto!










sabato 5 maggio 2012

La sana solitudine genera creatività.





Essere timidi è diverso dall'essere introversi, la timidezza è la paura del giudizio sociale.
L'introversione, invece è un modo speciale di percepire il mondo; mentre gli estroversi hanno continuamente bisogno di stimoli per sentirsi vivi, gli introversi cercano solamente una persona con cui stare bene, e a proprio agio.
Le persone introverse nutrono un senso di inadeguatezza verso il mondo, non si sentono mai all'altezza delle situazioni, e anche se sono brave alla fine sviluppano quasi sempre un senso di vergogna.
Ma le persone introverse sono più creative di quelle estroverse, perché ragionano meglio in solitudine;  e come se andassero nel deserto: hanno le visioni...poi tornano indietro, e ce le raccontano!




lunedì 30 aprile 2012

L'amore


“L’amore lo senti immediato, non ha tempo.
E’ dire “ti sento”.
Un contatto di pelle, un abbraccio, un bacio.
Mantenersi, il mio verbo preferito, tenersi per mano.
Ti può bastare per la vita intera, un attimo, un incontro.
Rinunciarvi è folle, sempre e comunque.”

Erri De Luca



domenica 15 aprile 2012

Voglia di andare...


In sottofondo Have you ever been in love...una graziosa melodia che fa venir voglia di innamorarsi...

Fuori piove, ma in casa deliziosi profumi arrivano dalla cucina rallegrando un po' questa Domenica di Aprile.

La mia cucciola scodinzola felice mentre i miei dolcissimi nipotini cercano di tracciare mete lontane attraverso un mappamondo che funge da lampada sul mio comodino, c'è chi vorrebbe andare in Madagascar chi a Parigi; invece io, vorrei semplicemente partire solo per il gusto di riascoltare quel magico click che elettrizza quando si chiude una valigia traboccante di curiosità.

Ripartirò presto, lo sento, manca ancora qualche altro piccolo tassello e tutto ritornerà come prima, anzi meglio di prima. 
Ma questa volta non partirò con il desiderio di fuga, ma con la voglia di andare ed il piacere di ritornare.