Solitamente non metto scarpe con tacchi alti per andare in ufficio, ma stamattina ho deciso di sentire qualche centimetro in più sotto ai piedi, per ubbidire alla mia vanità certo, ma forse anche per garantirmi un senso di sicurezza maggiore o per guardare le cose da una angolazione diversa.
Ma diversa di sicuro sarò sembrata al mio adorabile nipotino che al rientro dal lavoro non ha fatto altro che guardarmi stranito. Non riusciva a capire come fossi lievitata magicamente in altezza.
Così gli ho svelato subito il segreto di tutte le donne, l'ho riempito di baci e l'ho portato ancora più in alto del solito in una giostra di entusiasmo e sorrisi, balsamo speciale per i miei momenti di malinconia.
Ho le isole Eolie che mi girano nella testa.
Le ho scoperte, diciamo sotto una luce diversa, attraverso il profilo instagram di una fotografa-viaggiatrice. Lei si chiama Elena Braghieri ed è stata così brava a raccontare quei luoghi attraverso piccoli ma vividi dettagli che mi ha fatto venir voglia di andarci.
Nei suoi scatti: vecchi tavoli con piatti ricolmi di fichi maturi, vicoli stretti, piante grasse, ortensie, piastrelle di ceramica, terrazzi con vasi di terracotta, tende ricamate svolazzanti al vento, casette colorate e soprattutto il verde, ovunque.
Poi ci sono quelli che ritraggono lei e tra i tanti uno mi ha colpito particolarmente: è di schiena, ha un abito rosso e scalza attraversa un vecchio terrazzo scrostato dal vento, di fronte c'è il mare e la luce è quella calda del tramonto.
In basso questa didascalia:
[bisogna avere il coraggio di andare a prendersele, certe cose].
Già...sembra una frase scontata, ma quanti realmente sanno compiere questo esercizio di felicità!
Penso in pochi. Intanto però io iniziavo a viaggiare con la mente e per un attimo ho immaginato di essere esattamente lì, in una di quelle isole.
Ho pensato alla libertà, alla sensazione del vento sulla faccia, ai piedi sulla sabbia, ad un bacio rubato, ad un abbraccio tra amici...ho pensato alla vita.
Così, tra l'entusiasmo e la consapevolezza di non avere la sua stessa capacità, ho deciso comunque di regalarmi qualcosa di bello, quasi come a voler muovere i primi passi verso quella direzione. Volevo sentire profumi...
Quindi sono corsa in giardino sicura di raccogliere dei fiori ma ho trovato solo vasi con foglie verdi.
Li avrei voluti fotografare per poi pubblicarli sul mio profilo instagram, prendendo in prestito il suo stesso mantra e tenerlo lì come promemoria nel caso lo dimenticassi.
Ma forse in questo momento non ci sono cose belle per me, o devo solo spostarmi un po' più in la e cercarle altrove, magari proprio in quelle isole, esattamente come ha fatto l'autrice di quei meravigliosi scatti.
Lei si che dovrà avere una vita piena, ricca, vitale. E l'energia che sgorga dalle sue immagini lo dimostrano.
Magari avrà un compagno? Dei figli? O forse ha semplicemente se stessa, in pace.
E’ diventata quasi una ossessione indagare nella vita delle altre donne, quasi a voler scoprire la loro formula "segreta" di felicità.
Lo so, non esiste, o meglio ognuno ha la sua, ma io non smetterò mai di chiedermi quale passaggio abbia sbagliato o saltato per meritare uno stato di perenne inquietudine.
Ho diviso il mondo idealmente in due categorie di donne: le mamme e le non-mamme.
Le prime sono donne coraggiose, forti, sensuali e belle, ma non di una bellezza artefatta, parlo di quella bellezza che forse solo il "miracolo della vita" sa restituire. Gioie e dolori compresi.
Le seconde invece sono donne altrettanto coraggiose, forti, sensuali, ma meno belle.
Io rientro nella seconda categoria e nonostante qualcuno mi definisca tale, non riesco a scovare nei miei occhi la stessa profondità di quelli di una madre.
Ho letto tante storie di donne che hanno vissuto o vivono il mio stesso disagio, mi ci sono immedesimata, le ho attraversate, ho compreso il loro dolore e il loro vuoto sentendomi talvolta anche meno sola.
Mi sono sottoposta ad anni di psicoterapia, mi sono messa in discussione, ho lottato contro la paura e lo sgomento. Ho toccato il fondo e mi sono rialzata, ma continuo a vivere sempre con la spada di Damocle sulla testa e per quanto invochi tutta la mia forza cercando di canalizzare le mie energie altrove, non riesco a non pensare alla mio desiderio incompiuto di donna.
Lo so, non sono i figli ne i compagni ne gli altri gli artefici del nostro destino, del nostro benessere.
La vita è meravigliosa e il mondo è così pieno di tanta bellezza che le emozioni possono scaturire anche da altro.
Ed io cerco di inseguirle ogni giorno con infinita gratitudine.
Ma rimane comunque la consapevolezza che trattandosi di un mio profondo e naturale desiderio mai concretizzato, mi sentirò spesso una donna a metà, nonostante:
raccoglierò ortensie fiorite, magari in un altro giardino;
volerò più in alto come i bambini senza aver bisogno di artifici;
andrò alle Eolie armandomi di coraggio, a prendermi certe cose, forse belle!