Pierre è un avvocato penalista, Elsa una scrittrice di successo. Grazie ad un amico in comune s’incontrano ad una fiera del libro. Tra i due scatta subito la scintilla, quella sensazione come di conoscersi profondamente da sempre. Pierre però è felicemente sposato, con due figli, fedele e innamorato della moglie. Elsa, divorziata con tre figli, ha una sola regola, quella di non avere relazioni con uomini sposati, per rispetto alle altre donne. Decidono così, di comune accordo, che l’incontro fortuito resti tale, che la scelta migliore sia quella di non scambiarsi numeri di telefono, di non cercarsi, di evitare che sorgano conseguenze disastrose per entrambi. Il destino, però, continua a farli incontrare. Ogni volta l’attrazione si fa sempre più evidente e intensa; ed ogni volta i due cercano un modo per evitare l’irreparabile.
Lisa Azuelos (sceneggiatrice, regista, produttrice e anche interprete della moglie di Pierre) realizza un film che trasuda sensualità senza che i due protagonisti non vadano mai fino in fondo con la loro relazione. Un film sui misteri dell’amore, sul poter essere felici con il proprio partner e per un attimo essere colti alla sprovvista da un desiderio che non si era messo in programma. Una lotta continua tra scelte di testa e di stomaco. Largo uso viene fatto di sequenze oniriche per contemplare possibili scenari, dimensioni parallele di come la vita potrebbe essere per i protagonisti, a fronte di diverse scelte. Un escamotage dal sapore filosofico sulle infinite realtà alternative dettate dalle decisioni di tutti i giorni, impreziosito da riferimenti classici, come nel caso di Romeo e Giulietta, che vuole i due amanti ricongiungersi nell’eternità. Grande responsabilità per una buona riuscita ricade sugli attori: François Cluzet (Quasi Amici), seppur al suo primo ruolo romantico è estremamente a proprio agio e la straordinaria Sophie Marceau, per la quale il tempo sembra essersi fermato, è in grado di trasmettere forza e fragilità, la forza di una donna indipendente e la fragilità di chi ha tutto ma sente la mancanza di un partner con il quale condividere la vita. Al fine di diversificare ogni incontro e di mostrare la crescita dell’attrazione vengono anche adottate risoluzioni visive ricercate (una in particolare richiama alla mente The Rules of Attraction), perfettamente coordinate e fotografate. Il paragone alla fisica quantistica del titolo diventa, dunque, sempre più evidente nelle transizioni che avvicinano i due essere umani a livello inconscio, testimonianza di come i due protagonisti stiano costantemente pensando l’uno all’altra. L’intera vicenda può essere letta anche come commento alla società dei giorni nostri, nella quale i divorzi sono all’ordine del giorno e la scelta più coraggiosa è quella di restare con la propria famiglia, onorare la promessa del fin che morte non ci separi.
Lisa Azuelos (sceneggiatrice, regista, produttrice e anche interprete della moglie di Pierre) realizza un film che trasuda sensualità senza che i due protagonisti non vadano mai fino in fondo con la loro relazione. Un film sui misteri dell’amore, sul poter essere felici con il proprio partner e per un attimo essere colti alla sprovvista da un desiderio che non si era messo in programma. Una lotta continua tra scelte di testa e di stomaco. Largo uso viene fatto di sequenze oniriche per contemplare possibili scenari, dimensioni parallele di come la vita potrebbe essere per i protagonisti, a fronte di diverse scelte. Un escamotage dal sapore filosofico sulle infinite realtà alternative dettate dalle decisioni di tutti i giorni, impreziosito da riferimenti classici, come nel caso di Romeo e Giulietta, che vuole i due amanti ricongiungersi nell’eternità. Grande responsabilità per una buona riuscita ricade sugli attori: François Cluzet (Quasi Amici), seppur al suo primo ruolo romantico è estremamente a proprio agio e la straordinaria Sophie Marceau, per la quale il tempo sembra essersi fermato, è in grado di trasmettere forza e fragilità, la forza di una donna indipendente e la fragilità di chi ha tutto ma sente la mancanza di un partner con il quale condividere la vita. Al fine di diversificare ogni incontro e di mostrare la crescita dell’attrazione vengono anche adottate risoluzioni visive ricercate (una in particolare richiama alla mente The Rules of Attraction), perfettamente coordinate e fotografate. Il paragone alla fisica quantistica del titolo diventa, dunque, sempre più evidente nelle transizioni che avvicinano i due essere umani a livello inconscio, testimonianza di come i due protagonisti stiano costantemente pensando l’uno all’altra. L’intera vicenda può essere letta anche come commento alla società dei giorni nostri, nella quale i divorzi sono all’ordine del giorno e la scelta più coraggiosa è quella di restare con la propria famiglia, onorare la promessa del fin che morte non ci separi.
