lunedì 25 gennaio 2016

Vuoto che riempie...


Quando ci si sente conchiglia si ha la sensazione di percepire un'assenza dentro di sé, un vuoto incolmabile. 
Ma spesso è proprio quell'assenza che dona fascino, mistero, sensibilità e soprattutto... musicalità.
Senza quel vuoto, accostando all'orecchio una conchiglia, non si potrebbe ascoltare la meravigliosa canzone del mare.
Senza quella sensazione di vuoto, la sua voce non sarebbe il magico e sofferto incanto che è.
Dunque molte persone che credono di possedere qualcosa in meno, talvolta, hanno molto di più, laggiù: 

da qualche parte nel profondo labirinto del cuore.
Questo "molto di più" è una particolare sensibilità che fa vibrare più intensamente, percepire sfumature, atmosfere e anche il "non detto", nascosto tra le righe.

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