domenica 28 novembre 2010

Sulla mia serenità


Saranno circa le dieci meno un quarto, a segnalarmelo è il rintocco della campana che nel mio paese suona ogni 15 minuti. Non so se gli altri ci fanno caso, ma a me piace e tra l'altro aiuta a monitorare il mio perenne ritardo patologico.
Sono seduta sul divano; noto che mi siedo sempre nella parte destra, non mi piace sedermi al centro a parte quando sono sul sedile anteriore di un auto, altrimenti mi viene la nausea, questo ovviamente non spiega mie eventuali inclinazioni politiche anche perché sono diventata apolitica, forse sto solo evitando  inconsciamente le cose "sinistre" della vita, tutto qui.

A. ha scoperto il sesso del suo bambino: come le aveva pronosticato il mio sogno, è una femmina.
Però il riposo continua, l'utero non si è ancora decontratto, quindi il medico le ha già anticipato che se non ci saranno cambiamenti deve rimanere a letto per i prossimi 6 mesi, ma io sono ottimista, è una donna forte, si rimetterà in brevissimo tempo. Ed io sarò felicemente zia per l'ennesima volta. Ma spero di diventare nel breve periodo felicemente madre anch'io. Chissà!!!

Tra un po' comincia il rituale della Domenica.
Oggi a pranzo: cannelloni ripieni con ricotta e provola e se ne ho voglia preparo anche quelli con ricotta, spinaci e besciamella.
Sul tavolo ci sono: mandorle da tostare e cioccolato da fondere per fare una già testata e gustosissima caprese.

Che dire la mia vita si svolge soprattutto in questa casa, pur desiderando di stare altrove.
Ma se continuo a farmi proteggere e coccolare da queste mura, un motivo ci sara?

Faccio più o meno sempre le stesse cose: lavoro, famiglia, nipoti, palestra, spesa, cucina, libri, musica, ogni tanto un buon film, poi in questo periodo ci sono gli interessanti interrogativi del giorno di Matteo Caccia grazie ai quali scrivo di più, la vita ad impatto zero di Paola Maugeri che cerco di sposare nel mio piccolo, i miei amici vicini e il mio trolley sempre pronto per raggiungere quelli lontani.
Insomma questa è la mia vita e nonostante sembri incompleta, a volte ho la sensazione che sia quasi perfetta. 

L'estate scorsa mentre compravo una candela da regalare alla zia di un mio carissimo amico, che gentilmente aveva messo a disposizione un bellissimo appartamento con vista mozzafiato sul mare, (per la cronaca mi trovavo insieme ad amici in quel di Taormina) parlando con il proprietario del negozio sulla vita in generale, lui esordisce dicendomi che dopo un forsennato cercare era arrivato alla conclusione che per vivere bene bastava una casa da condividere con la persona amata, dei figli e pochi ma buoni amici.
Tutto il mondo fuori non era necessario. 
Sembra pura e smielata poesia, ma non del tutto.

Anche io pensavo che per stare bene occorreva fare chissà che cosa, andare chissà dove, e l'ho fatto o meglio ho cercato di ingurgitare tutto ciò che ho desiderato, a volte sottoponendomi a dei ritmi esagerati pur di succhiare tutto fino all'osso.

Ma fortunatamente con il tempo si cambia, non sono più "esagitata" e nonostante sia consapevole che non smetterò mai di cercare quell'anello mancante...ho capito che la felicità è golosa di cose semplici.


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