Mi auguro di fare e disfare valige, per viaggiare ancora e perdermi nelle strade di città sconosciute.
Mi auguro di avere tempo per migliorare l'inglese ma per imparare anche il francese. Per cantare bene. Per fare un corso di fotografia. Per vedere la Bohème. Per ascoltare un concerto di Madonna. Per farmi incantare ancora dalla luna nelle magiche notti d'estate.
Mi auguro di conservare il mio essere scanzonato che mi fa tanto Ameliè nel suo favoloso mondo che è anche un po' il mio.
Mi auguro di trovare sempre piacevole la musica a letto, la domenica mattina.
Mi auguro di avere idee meritevoli di fatica. Pensieri degni di stima.
Mi auguro di difendere sempre il mio sorriso.
Mi auguro di conservare la mia infinità vanità.
Mi auguro l'amore. Quello che brucia, illumina, irradia, consuma. Quello che si insegue, quello che si desidera, quello che si cerca, quello che si vuole. Quell'amore che rende tutto possibile.
Mi auguro di continuare a diffidare dei buoni propositi, di chi non ama il vento e di chi mangia con i gomiti stretti.
Mi auguro di avere la voce ogni qualvolta mi servirà.
Mi auguro un giorno di poter ballare il valzer con lui.
Mi auguro di avere il coraggio per disprezzare la mediocrità, per cambiare il taglio dei capelli, per prendere un'altra strada un'altra volta, per non desiderare nulla che non appartenga già alla mia vita.
Mi auguro di non lasciarmi sopraffare dalle abitudini, dallo squallore dei perbenisti, dai facili silenzi, dalle mode, dal grigiore degli insoddisfatti.
Mi auguro che ci siamo delle mani a stringere le mie ogni volta che tremeranno, per la paura indotta dal dolore. O dalla gioia.
Mi auguro di conservare la bontà di mio padre, l'integrità di mia madre, il sorriso e la calma dei mie fratelli, e il buon gusto di mia sorella.
Mi auguro di stancare le gambe per il troppo correre fermamente convinta che è per questo che siamo nati.
Mi auguro che ci siano colpi di scena perché trovo noiose le commedie con il finale già scritto alla prima battuta.
Mi auguro di diventare una donna di cui essere sempre più fiera. Consapevole tanto dei propri mezzi quanto dei propri limiti. Fragile ma non debole. Semplice non per ideali ma per ambizioni.
Mi auguro che ci siano treni persi che a pensarci bene era meglio non salirci su. Voli pindarici senza aerei, un pizzico di zucchero e un soffio di cannella. Porte che sbattono e portoni che si aprono. Giardini che non ti aspetti. Sorprese che ti accarezzano l'anima. Lenti grandi e scure per la luce dell'alba. Slanci del cuore. Bagni di notte perché se c'è una cosa che non mi fa paura quella è il mare scuro. Orologi dimenticati perché il tempo, come la testa, va perso perché il suo valore possa essere davvero apprezzato.
Mi auguro di avere la fede necessaria per credere, in qualcosa o in qualcuno, ma credere.
Mi auguro di sentire la mia tanto ricercata serenità come riesco a sentirla oggi, come riesco a sentirla ora. Come uno spillo che ti perfora la pelle e che ti spezza il fiato in gola.
Non chiedo nient'altro alle mie numerose candeline quindi,
buon compleanno a me!

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